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Comune di Verzuolo
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VERZUOLO AI PARLAMENTARI CUNEESI

Mi chiedo se le nuovi leggi sono finalizzate a semplificare, a valorizzare l’autonomia degli enti locali, a far risparmiare la spesa pubblica, a contribuire al rilancio economico-occupazionale locale con attenzione al commercio, all’artigianato e alla piccola impresa presenti nel comune oppure tutto il contrario.


Mi riferisco alla nuova legge approvata ad inizio agosto per gli enti locali che ha convertito il decreto n°  78.  Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità un documento in cui chiede ai parlamentari cuneesi di sostenere la scelte migliorative per i Comuni  al citato decreto . Purtroppo le modifiche auspicate non sono state accolte.


Una prima richiesta riguarda la possibilità per tutti i  comuni,  a prescindere dal numero di abitanti, di procedere autonomamente per gli acquisti di beni, servizi e lavori di valore fino a 40 mila euro. Oggi questo è possibile solo per i comuni al di sopra dei 10 mila abitanti. Resto convinto che le auspicate autonomie di scala siano realizzabili con l’accentramento degli acquisti oltre una alta soglia.  La riforma degli enti locali è un eterno cantiere, aperto 15 anni fa, che ha visto ben 65 volte cambiare le regole, anche in corso d’opera.


Verzuolo con i suoi 6500 abitanti è un comune troppo piccolo per stare con le "grandi" cosidette 7 sorelle. Le sette sorelle con l’area metropolitana sono ben rappresentate dall’Associazione nazionale.  I sette sindaci, infatti, sono stati ricevuti dal Sottosegretario a cui hanno presentato un documento di richieste che, pare, non sia stato recepito.


Verzuolo è troppo grande per essere rappresentato dall’Associazione piccoli comuni, che poche settimane fa ha manifestato  a Roma e poi è stata ricevuta dal Ministro dell’Interno.


Nelle prossime settimane il Governo è chiamato a compiere scelte importanti. Dovrà decidere di  superare il patto di stabilità che ha vincoli troppo stretti non permettendo di usare risorse  disponibili (oltre 2 milioni  di euro di avanzo  a Verzuolo)


Noi  dobbiamo e vogliamo mettere in sicurezza la scuola dell’infanzia del capoluogo, ma il comune potrebbe rischiare di splafonare, fatta salva  la possibilità di ottenere dalla Regione la deroga verticale. Questo intervento sulla Scuola favorirà anche gli investimenti e l’occupazione locale.


I parlamentari dovranno trovare poi un accordo per modificare la ventata rigorista del 2012 che dal 1° gennaio prossimo imporrà  ai comuni, sulla scorta della norma di pareggio di bilancio (per attuare il nuovo articolo 81 della Costituzione) ben otto diversi pareggi sia per la parte delle entrate e spese correnti, sia in quella in conto capitale, sia di cassa che di  competenza.  Di fatto rendendo irrealizzabile il rilancio degli investimenti locali ed anche l’approvazione del bilancio preventivo 2016.  Per quanto riguarda le tasse locali, il Governo dovrà (dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio) compensare integralmente a Verzuolo circa 400 mila euro di Tasi attesi dall’abitazione principale. Lo Stato, tra IMU versata direttamente e la trattenuta sul Fondo di solidarietà percepisce dai cittadini di Verzuolo 1.300.000 euro.


Perció come Sindaco di Verzuolo, in modo convinto, ho sostenuto a maggio la manifestazione indetta dal Presidente della Provincia. Ora occorre dare continuità.  I Sindaci devono, al di là del numero di abitanti che rappresentano, al di là dell’appartenenza politica , farsi  sentire con un'unica voce  per ottenere l’eliminazione dei vincoli, per rilanciare l’autogoverno, per contrastare i tagli delle risorse, per costruire un nuovo patto ai vari livelli della Repubblica. Solo così si confermerà il Comune come primo ente a cui il cittadino fa riferimento. Su questi problemi ci attendiamo un impegno serio e costruttivo  dai parlamentari eletti nella provincia di Cuneo.


GianCarlo Panero


SINDACO DI VERZUOLO


 

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